Quando 21 anni e un Blog possono aiutare a ricostruire Concordia
A CONCORDIA FIORISCE IL SUONO DELL’IMPEGNO
(testo: Valentina Sanna, foto: Francesca Guerrini/S4C Firenze)
“Ho visto gente sola andare via sai / tra le macerie e i sogni di chi spera vai / Tu sai di me, io so di te /ma il suono della domenica dov’è?”
C’è un luogo dove questa canzone di Zucchero, dal titolo Il suono della domenica, coglie significati profondi, e dove la gente, ascoltandola, si commuove e si sente comunità, unita e forte, una comunità che il terremoto non ha potuto distruggere. Questo paese è Concordia sulla Secchia. Concordia è un piccolo paesino di 9.000 e più abitanti, nel modenese. Il palazzo del Comune è all’interno della zona rossa, e purtroppo non sarà agibile per molto tempo. L’orologio del palazzo è fermo all’ora della scossa del 29 maggio, alle 9 del mattino.
Tutti gli uffici del Comune sono stati spostati in via Lenin 53, in quello che era il nuovo asilo nido.
Il COC, Centro Operativo Concordia, è pieno di gente operosa come formiche. Appena dentro tutti ci hanno osservato con curiosità, ma dopo 5 minuti, ci hanno accolto e trattato come se fossimo lì da sempre.
È stato fantastico.
Il vicesindaco, Luca Prandini, ha fatto i salti mortali pur di accompagnarci all’interno della zona rossa, e di farci avere tutti i contatti di cui avevamo bisogno. E tra caffè (troppi), pranzi consumati nei tavolini dei bambini e chiacchierate praticamente con tutti, il COC in poco tempo è diventato la nostra base operativa, il nostro punto di riferimento.
Io e Francesca eravamo piacevolmente colpite dalla cordialità e dall’allegria delle persone, visibilmente stanche per i giorni frenetici, ma estremamente disponibili ad aiutarci in tutte le nostre necessità.
All’interno di questo piccolo comune, dove su ogni pezzo di muro libero ci sono appesi avvisi alla popolazione, o richiami dei commercianti ai propri negozi ancora aperti, ci sono persone meravigliose, che hanno reso il nostro piccolo soggiorno a Concordia uno di quei viaggi che rimarranno nel cuore.
C’è Monica, che con la sua simpatia schietta e i suoi bellissimi occhi azzurri, ci ha fatto ridere e appassionare.
C’è Rita, con cui ho intrapreso un lungo e bellissimo scambio sulla situazione del commercio e dell’artigianato della zona, scoprendo con molto piacere che i commercianti di Concordia non si sono fatti abbattere, e che hanno subito riaperto le loro botteghe, e che prima dell’inverno verrà organizzato un nuovo “centro commerciale” con strutture studiate ad hoc, che permetterà alla gente di ritrovare un luogo d’incontro e di scambio.
Ci sono i volontari della Protezione Civile, sempre impegnati a rispondere ai bisogni di tutti i concordiesi.
Ci sono i carabinieri ei vigili del fuoco, e come i volontari della Protezione provengono da tutta Italia.
Ma soprattutto c’è Riccardo, giovane concordiese di soli 21 anni, che grazie alle sue capacità informatiche (e non solo) ha messo in rete tutti i computer del COC, volontariamente, e da allora ogni giorno mette la propria bravura a servizio di tutti.
Riccardo ha il viso limpido, un sorriso sincero e due occhi meravigliosi, che da subito ti comunicano una grande intelligenza e sensibilità, tutti al Comune ci parlano di lui e ne hanno profonda stima. Parliamo con lui durante il pranzo che viene consumato lì al COC, e ci spiega che immediatamente dopo il terremoto ha sentito il bisogno di rendersi utile con gesti concreti, che potessero aiutare lo svolgimento della vita quotidiana delle persone, le quali hanno una grande voglia di ricominciare e andare avanti.
Con altri 2 suoi amici crea il sito www.concordiaterremoto.it, che diventa in poco tempo un punto di riferimento dei concordiesi, i quali possono trovare tutte le informazioni utili: dai nuovi indirizzi delle varie attività, grazie ad una mappa completa di foto, ad una bellissima galleria di foto sulla zona rossa, ai numeri utili e via discorrendo. Date tutti uno sguardo, è un sito bello e funzionale, dove si può anche fare una donazione al Comune di Concordia per la ricostruzione!
Ma Riccardo non si è fermato qua, e ha dato vita ad un video bellissimo dove vengono raccontati attraverso foto e spezzoni video i minuti della scossa, e la situazione della città di Concordia. Guardarlo fa letteralmente venire la pelle d’oca, la bocca dello stomaco ti si accartoccia: commuoversi è praticamente d’obbligo, ma ti nasce dentro quella commozione che ti spinge all’azione, che ti dice che non ti devi fermare, che non ti devi arrendere, che c’è ancora tanto da fare.
E infatti Riccardo ha creato anche un logo, stampato su delle magliette, che vengono messe in vendita ad ogni festa di volontariato della zona (e fidatevi sono tante, e tutte raccolgono fondi per la ricostruzione) per raccogliere i soldi necessari a ripartire. E siamo tutti sicuri che Riccardo non si fermerà qua, perché dopo un terremoto c’è tanto da fare, e le persone “in gamba” lo sanno, da subito. La storia di Riccardo e dei suoi amici è una bella storia, che suscita ammirazione per l’impegno ma anche per il profondo amore verso il proprio paese che si legge chiaramente nei suoi occhi, e nei gesti che ogni giorno compie.
“Al mio paese / vedo fiorire il grano / a braccia tese / verso l’eternità…”
Noi a Concordia vediamo fiorire gesti bellissimi, persone stupende dotate di una grande forza, che ti fanno sentire profondamente onorata anche solo di ricevere un loro sorriso di ringraziamento. Sentiamo fiorire il suono dell’impegno, dei suoi cittadini, di Monica, di Rita, di Luca, di Riccardo. E che ci fa dire a gran voce (abbiamo anche un video che lo dimostra!!): See you soon Emilia!!
Valentina Sanna/S4C Firenze









