terreMOTO a San Prospero
Lo scorso fine settimana si è tenuta a San Prospero – comune della Bassa Modenese – un motoraduno del tutto particolare e, per così dire, dal titolo evocativo: “terreMoto”.
S4C era presente con Paolo Quadrini e ve lo raccontiamo
Il motoraduno è stato organizzato da un negozio locale di moto costretto a chiudere a causa dei danni riportati nel negozio originale.
Si è trattato di una festa aperta a tutti, appassionati di moto, piccoli corridori, gente che voleva provare nuove moto, ma principalmente è stata una festa per raccogliere fondi per la ricostruzione delle scuole locali.
Era presente anche la Federazione Motociclistica Italiana con un attrezzatissimo stand in cui piccoli corridori di moto potevano fare delle prove su una pista creata per l’occasione.
La tradizione motociclistica di Modena e della sua provincia non si è smentita neanche questa volta, hanno contribuito infatti all’evento numerose concessionarie di moto di quest’area del Modenese con un test drive gratuito di nuovi modelli di motocicli e motoveicoli.
Alla buona riuscita dell’evento hanno collaborato anche le pubbliche assistenze Anpas (con il Presidente della Croce Blu di San Prospero, Andrea Cavazzuti ed il Presidente della Croce Blu di Mirandola, Luigi Casetta che si sono incontrati per uno scambio simbolico delle rispettive maglie create dopo che il terremoto ha reso inagibili anche le sedi dove prestavano servizio con i loro volontari) i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine di San Prospero
Anche questa volta raccontiamo una piccola bella storia di ricostruzione (in parte del tessuto economico, in parte di quello sociale e umano). Il gioco metaforico concesso del motociclismo è fin troppo facile in questo caso.
Ma è davvero il caso di dirlo: ci si rimette davvero in moto a San Prospero
Questa ulteriore disgrazia non ha comunque fermato l’opera organizzativa delle due pubbliche assistenze di San Prospero e di Mirandola che hanno fatto e continuano a fare miracoli sul territorio gestendo la sanità, gli interventi di protezione civile e prendendosi cura degli anziani.
L’incontro è stato un po’ come il terzo tempo di una partita di rugby con la differenza che ad incontrarsi erano due grandi amici e non due avversari sul campo.







