Il lago Boeung Kak

Con questo reportage diamo il benvenuto nel network S4C a Thomas Cristofoletti, nato 30 anni fa a Riva del Garda (TN), fotografo freelance.

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Dopo aver lavorato per 6 anni come art director in alcune agenzie pubblicitarie milanesi e a Madrid decide di assecondare la sua passione e dedicarsi al 100% alla fotografia e ai viaggi. Lascia il lavoro e fonda con un amico Punto14. Un tentativo di dare forma al sogno di due persone di poter viaggiare il mondo realizzando reportage (in video e in foto) di ambito sociale.
Un esempio che molti S4Cers vorrebbero seguire.

In questi mesi infatti, i due amici di Punto14 sono in viaggio per ll sud est asiatico collaborando con una ONG spagnola in 2 progetti (uno in Cambogia e l’altro nelle Filippine) e con altre realtá piú piccole che hanno avuto modo di incontrare lungo il nostro cammino. L’attuale crisi finanziaria e la cronica mancanza di fondi per finanziare progetti di reportage li ha spinti a cercare soluzioni alternative alle produzione classiche (foto + video) e stanno quindi cominciando a produrre progetti multimediali e interattivi (sfruttando il nostro background professionale) che vedono in internet e, soprattutto, nelle reti sociali il loro perfetto ambiente di diffusione.

Thomas ha viaggiato e realizzato materiale fotografico in: Usa, Mexico, Guatemala, Bolivia, Perú, Turchia, Marocco, Giappone, Thailandia, Vietnam, Filippine, Laos, Taiwan, Cambogia e in molti paesi europei, pubblicando in varie testate in Italia, Spagna, Russia e Francia e esponendo in Italia, Spagna e Inghilterra.

Paolo Fusco/S4C

www.jeriko1kenobi.net
www.punto14.net

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Il lago Boeung Kak (di Thomas Cristofoletti/S4C)

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La Cambogia è un paese ricco di storia, tradizioni, sorrisi e di incredibili e tragici avvenimenti che avvengono nella assoluta indifferenza degli stessi cambogiani e della comunitá internazionale.

Questa è la storia del lago Boeung Kak, uno specchio d’acqua che sorgeva nel cuore della capitale Phnom Penh a due passi dal celebre Wat Phnom e un tempo famoso in tutto il sud est asiatico come oasi per backpackers e per le centinaia di famiglie che vivevano intorno alle sue rive. L’ennesima storia di un paese che si modernizza a scapito dei piú deboli ed indifesi.

Veniamo ai fatti.

Nel 2007, in pieno boom edilizio, il governo decide di vendere la superficie del lago all’impresa cambogiana Shukako Inc. del senatore Lao Meng Khin, ma si è scoperto poche settimane fa che quest’ultimo ha deciso poi di legarsi commercialmente con una compagnia cinese (la Inner Mongolia Erdos Hung Jun Investment Co) con il fine di costruire un quartiere residenziale e commerciale.

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Nel agosto 2008 iniziano cosí i lavori e con una gigantesca pompa si comincia a drenare sabbia dal vicino Tonle Sap (un affluente del Mekong) riversandola nel lago al ritmo di 25 metri quadrati all’ora. Le autoritá cittadine riferivano, ad inizio progetto, che sarebbero state affette dal piano edilizio solamente 600 persone. Purtroppo al giorno d’oggi si calcola che tra sfratti forzati, abbattimenti abusivi e violenze, la cifra realistica si aggiri intorno alle 4000 famiglie – circa 30.000 persone. A queste, non tutte come ho avuto modo di scoprire, per abbandonare le proprie case vengono offerte in cambio 2 possibilitá: un indennizzo di circa 8000$ (ben al di sotto del valore reale di mercato di buona parte delle case) o l’opzione di spostarsi in edifici che si stanno costruendo nella periferia di Phnom Penh, lontani da scuole e, al momento, senza acqua corrente e elettricitá.

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Le proteste dei cittadini si susseguono inascoltate da mesi, soprattutto da quando molte case si sono ritrovate semi sommerse dall’acqua spinta dalla sabbia e molte famiglie sfrattate all’improvviso con la forza e con le case ridotte a macerie.

Nel Boeung Kak peró non si sta prosciugando solamente il lago. Il turismo, un’importante risorsa per l’economia della comunitá locale, sta sparendo e molti proprietari di ostelli (solo in zona se ne trovavano 17), ristoranti e tuk tuk drivers si trovano impossibilitati nel ricostruire la propria attivitá in altre parti della cittá.

Sulle rive del lago si respira un clima molto teso e la gente è spaventata per le continue minacce e violenze a cui è sottoposta. Molti, oramai rassegnati, semplicemente aspettano la prossima ondata di abbattimenti con un mezzo sorriso e sperano in una qualche aiuto che non arriverá.

Thomas ringrazia Sara e Reach per l’aiuto nella realizzazione del progetto.

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One Response to “Il lago Boeung Kak”

  1. paolofusco
    14/03/2011 at 4:57 PM #

    da vedere assolutamente il blog di punto14: un’avventura fotografica eccezionale!

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