Artefacting Cardboard Houses in Rome

(english below)

[AGGIORNAMENTO AL 15 GIUGNO 2011: IL VIDEO DEL BACKSTAGE!]

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E così ce l’abbiamo fatta. Il workshop con Alex White Mazzarella, fondatore di Artefacting, presso il Centro di accoglienza per senza fissa dimora, Madre Teresa di Calcutta, con la Casa di Cartone può ritenersi un GRAN successo!

Scusate le lettere maiuscole ma è stata un’esperienza intensa ed emozionante. Artefacting, con S4C e gli amici della Casa di Cartone, hanno fatto “giocare” numerosi senza fissa dimora con la propria creatività. Facendoli confrontare, prima, con l’ “idea” di casa, di abitazione, di struttura, di luogo-contenitore di ricordi, affetti e oggetti.

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E poi li hanno convinti (ma c’è voluto molto poco) a realizzare in struttura fisica la rappresentazione delle loro idee.

Un utilizzo straordinario della creatività artistica insita in ciascuno.

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In un’intervista, ieri, hanno chiesto a me ed Alex l’importanza dei “beni immateriali primari” (BIP) vis-a-vis la situazione di quasi totale deficit di beni primari da parte di questi “fantasmi”. Ci siamo trovati d’accordo sul ricordare che la nosta cultura occidentale si basa sul perseguimento di ideali, di valori astratti quali la felicità (“la ricerca della felicità”….che grande ispirazione).

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I beni immateriali nutrono l’anima, la sostengono e, in alcuni casi, l’innalzano ispirando una presa di coscienza e consapevolezza sulla propria situazione. Non è tanto, non è tutto, ma non è poco.

Lo abbiamo imparato, TUTTI, ieri.

AntonioA

PS ora lascio alle parole di Alex (tratte dal suo sito), la cronaca di quel che è successo ieri.

PPS grazie mille al Team che ha affiancato me ed Alex ieri (Antonio Marcello, Angela Vicino, Giulia Leporatti, Francesca Conforti). Gente, come al solito, straordinaria.

Artefacting Case di Cartone (Cardboard Houses)

DAY 1 Saturday Artefacting + Shoot4Change team arrived at the homeless shelter “Case di Cartone” (Houses of Cardboad) to catalyze a workshop with the current residents. The tenants ranged in age from 25 to 60 years old… some Italian and others having come to Rome from Poland Morocco and beyond.

Some people had just arrived to the shelter while others were more entrenched, having spent months there. The mood was a bit somber when we began to present the activity for the first day… this idea and concept of “la casa” or “the home”. And we Begin!

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Yet the response once people were engaged was strong; some drew pictures of the homes of their dreams… a castle with a blue prince, a country home in Rome… an open landscape where one can live alone in peace amongst many many animals!

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Everyone presented their idea of “home” to the others and while some were reluctant at first, the shelter residents opened up more ad more as time went on. What was originally a silent courtyard space had come to life with curiosity and discussion.

DAY 2 An NGO that is working to restore a football (soccer) field for a refugee team (Liberi Nantes), had a variety of materials to dispose of. And thanks to Antonio “Emme” and his car and the volunteers at Liberi Nantes, we reclaimed the materials, packing the trunk with plastic tubing, metal, wood, plastic gating etc. and them into the “Case di Cartone”.

Once dinner had finished, we rounded up the shelter residents and took a walk around the neighborhood with plastic cassettes, gathering random waste objects before bringing them back to the shelter courtyard.

With the help of volunteers and shelter members, little by little we began putting the pieces together. Many shelter residents watched from a distance until it began to take form, and that’s when the residents started to come a bit closer.

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The garden, sofa, and even table were constructed as finishing touches and the whole house became a theatre of sorts… with people entering inside to play make – believe… laughing, pretending to have dinner, conversation at the table.

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Now we will wait and see if and how the shelter residents continue to work on the “home” or whether it will be left alone. Will there be further response?

The “home” will be erect through the 17th when a music festival will bring outsiders and celebration into the “Case di Cartone”.

Alex White Mazzarella

PS A BIG THANKS TO ALEX AND ARTEFACTING! WE ARE NOW PARTNERING TO ENGAGE TOGETHER IN THE PURSUIT OF SOCIAL CHANGE THROUGH ART AND STORYTELLING. LITTLE BY LITTLE, EVENT AFTER EVENT, STORY AFTER STORY. Locally. And Globally. A

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5 Responses to “Artefacting Cardboard Houses in Rome”

  1. Girolamo
    13/06/2011 at 9:21 PM #

    Se mi è concesso, vorrei ringraziarvi per l’entusiasmo e per la grinta. Sono stato bene ed ho appreso nuove cose che sospettavo, ma di cui ora sono sicuro. Inoltre un ringraziamento è dovuto a Manuela Puntillo, a Valentina Difato, a Maria Fusca e ad Arianna Massi per aver costruito nel centro d’accoglienza in cui abbiamo realizzato il workshop relazioni forti e beni immateriali duraturi. Senza i passati BIP che le nostre “donne di cartone” [passatemi il termine] hanno realizzato con costanza e determinazione non sarebbe stato facile alimentare nuove energie.
    Un grazie va anche a Carmelo Borgia, il responsabile del centro, che per primo ha sempre creduto che non bastano 4 mura a fare una casa!
    Shoot for home!

  2. Carmelo
    20/06/2011 at 11:52 AM #

    Con piacere, mi sono reso conto che l’idea di trasformare nel tempo Via Assisi in un Centro polifunzionale, propulsore d’integrazione pian piano sta prendendo corpo, non mi sono mai abituato all’idea di fare riduzione del danno, poichè il danno resta comunque, anche se ridotto!
    Nei 6 anni di attività abbiamo creduto fortemente nel creare una realtà dove i percorsi delle Persone, intesi nel valorizzare le risorse degli stessi e coinvolgere le risorse territoriali per sostenerli nella ri-conquista di un’autonomia (voluta da pochi, poichè quando le persone raggiugono un’autonomia reale, divengono soggetti pensanti ed cosa più “assurda” depositari di Diritti e di Doveri – in particolare i primi a tutt’oggi sono negati, osteggiati e fanno paura ai “governanti”). Lancerei una proposta importante su questo punto, anche se rischio di andare fuori tema ma lo faccio con ardore: l’idea di proporre un cambiamento della prima parte dell’articolo 1 della Costituzione Italiana, ovvero – <> potrebbe trasformarsi in: – <>. Questo spostamento di Asse ci permetterebbe di cambiare prospettiva ed essere un pò più EQUI, e forse realtà come Via Assisi nel tempo potrebbero divenire obsolete e sarei ben felice di chiudere i battenti!!!
    Ma ritornado al Work Shoop,e in particolare a B.I.P. “l’arte non ha Dimora”, voglio ringraziare per queste INIEZIONI di CULTURA costruttiva = <>, “La Casa di Cartone”= Girolamo Grammatico, Manuela, Maria, Valentina, e Shoot 4 Cange, che fedelmente e con professionalità ne hanno consentito la documentazione.
    Spero che in tutto ciò ci sia un Prosieguo, che ci vedrà ancora insieme e impegnati in un processo culturale importante: Coltivare interi campi sociali di Ben-Essere, a partire dalle realtà che sperimentiamo e viviamo!!! Grazie.

  3. Carmelo
    20/06/2011 at 1:12 PM #

    INTEGRAZIONE: a quanto vedo neanche il Web aiuta in questo:nel precedente post, mi ha tagliato la proposta di cambiamento dell’articolo 1: ovvero da – L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro – a – L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul BEN-ESSERE Comune e della Persona!!!

    INIEZIONE di CULTURA=La Casa di Cartone=BEN-ESSERE

    infine, ringrazio anche Alex White Mazzarella per il tempo prezioso che Ci ha regalato.

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